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Piano indesit VIA 640.1 C

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    Postato: 30 Lug 2017 alle 19:42
Buongiorno a tutti.

Stò installando un piano cottura a induzione della indesit e ho alcuni dubbi su come collegarlo e chiedo aiuto.
Ho letto le varie guide sul collegamento da fare e leggendo il manuale del modello in questione sembra che si possa collegare sia a 230V che al 380V su due fasi per ripartire il carico di 7200W se le piastre funzionassero tutte e 4 a piena potenza.

Il dubbio che mi è venuto è dal fatto che, secondo il manuale, per l' italia il collegamento dovrebbe essere con le 2 fasi mentre nel kit che c'era nella confezione il cavo marrone e nero delle 2 fasi sono collegati insieme da un capicorda come il blu e grigio. e non capisco se devo/posso dividerli e collegarli singolarmente alle 2 fasi del 380 che ho.

Il contatore a cui dovrei collegarmi ha già il trifase e una potenza massima di 10KW e nel quadro avrei un interruttore C20 trifase che è collegato a una spina che non si usa più quindi nel caso potrei collegarmi senza problemi a quello.
Se no dovrei fare una tratta collegata a un interrutore a 2 poli da 32A che non c'è nel quadro con un cavo del 4mm ma essendo il quadro a una distanza di circa 40M dalla cucina forse sarebbe meglio un 6mm.

Un altra cosa è che mi hanno chiesto è se si potesse accendere e spegnere la cucina e io avevo pensato a sezionare le fasi con un contattore da 30A comandato da un interruttore  ma dal manuale sembrerebbe sconsigliato. potrebbe l' accensione e lo spegnimento (ovviamente lo spegimento non a caldo ma dopo che si sia raffreddato il tutto) danneggiare le schede.

Per lavoro mi sono capitate delle schede anche di cucine da riparare e in questa casa sfortunatamente ogni tanto ci sono degli sbalzi (probabilmente per via della distanza dal trasformatore di zona e dei capannoni che ci sono nelle vicinanze) e ogni tanto si guastano a livello di ingresso (varistori e fusibili di ingresso)

Chiedo scusa se sono stato troopo lungo o se ho chiesto cose che magari nel forum c'erano già ma cercando non ho trovato tutto quello che mi serviva (sopratutto per la possibilità di accendere e spegnere)
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Opzioni Post Opzioni Post   Grazie (0) Grazie(0)   Quota Tyco Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 30 Lug 2017 alle 21:04
Normalmente il cavo in Italia viene dato predisposto per il collegamento monofase, quindi con le 2 fasi unite insieme, e siccome il neutro deve avere la stessa sezione della fase, anche quello è composto da 2 fili uniti.
Se hai la trifase devi separare il nero e il marrone e attaccarli a 2 fasi. Il blu e il grigio li puoi lasciare uniti e vanno collegati al neutro, anche se in trifase non c'è bisogno di usare 2 fili per il neutro.
Per il piano cottura ci vorrebbe un MT da 16A , per fare tutto a regola dovresti cambiare quello da 20A che protegge la presa trifase. Deve essere un blocco MT/differenziale da 4 poli tutto in un blocco, di quelli apposta per la trifase, come quello che avrai già da 20A.

I piani cottura sono pensati per stare sempre alimentati. Non so se essere accesi/spenti del tutto ogni giorno possa favorire danneggiamenti. Dipende da come sono progettate le schede. Può essere che non ci sia rischio, come sì. Certo che se nella tua zona ci sono sbalzi così dannosi, può essere che valga il rischio.
AEG 68001 K-MN, rete 11KW trifase
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Grazie per le risposte.

Sfortunatamente si. tra fabbriche e altro sbalzi dannosi ne sono capitati. non regolarmente  e fortunatamente le schede che si rompevano, una volta sostituito i componenti di ingresso sono sempre ripartite.

Per il MT da 16A non ho problemi. Lo sostituirò quando tiro la linea. Per lo spegnimento sarebbe meglio spegnere staccando solo le 2 fasi e tenendo il neutro tutto attaccato o staccare anche il neutro?

Quello che mi ha fatto venire il dubbio se spegnere completamente il tutto è questa frase nel manuale:
Lapparecchio non è destinato ad essere messo in funzione per mezzo di un temporizzatore esterno oppure di un sistema di comando a distanza separato.

E non capisco se "messo in funzione" intenda l' essere acceso collegato all rete senza accensione delle piastre o accendere le piastre a distanza.
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Opzioni Post Opzioni Post   Grazie (0) Grazie(0)   Quota Tyco Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 31 Lug 2017 alle 11:38
Ma non c'è già una linea trifase collegata al MT da 20A? O è monofase? Basta che cambi solo il MT da 20A.
Da quanto è il MT generale del quadro?

Quella frase sul manuale credo intenda solo l'accensione automatica delle piastre, quindi non può funzionare con un timer. Può anche intendere che il piano non gradisca distacchi frequenti di tensione, ma dovresti chiedere all'assistenza tecnica, sempre che ne sappiano qualcosa di specifico.

Potresti anche mettere dei VDR di protezione fra fase e neutro e fra neutro e terra. Ovviamente dentro una scatoletta metallica stagna, in quanto potrebbero bruciarsi durante un intervento.

Nel tipo di impianti usato in Italia, il neutro va sempre interrotto, perché in caso di anomalie può assumere una tensione pericolosa rispetto a terra. Va trattato come se fosse un conduttore di fase. Per questo in Italia i MT sulle linee monofase sono sempre bipolari.

Indipendentemente dal tipo di impianto, nel tratto di una linea trifase, nel tuo caso il neutro della linea che ti entra in casa, e quello che va al piano cottura (se lo colleghi in trifase) non va MAI interrotto da solo, senza prima interrompere le fasi. Altrimenti ti salta il piano, o molto di quello che in casa funziona a 220V. I MT e differenziali a 4 poli sono fatti apposta per questo. Quando li abbassi, prima interrompono le fasi e solo dopo, il neutro.
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Il generale del quadro è un MT a 4 poli C32 con differenziale da 300mA.
Dopo si collega a questo MT a 4 poli C20 con differenziale da 30mA che alimenta una spina rossa trifase che non si usa più percui mi attacco a questo interruttore per alimentare il piano cottura.

Dei VDR li avevo già presi in considerazione e probabilmente li metterò (ci sono già per  le altre linee di quelli riarmabili) però volevo vedere se potevo attuare lo spegnimento completo del piano togliendo alimentazione.
Lo farei con un contattore tripolare con contatti da 20A però pensavo di staccare solo le fasi e tenere il neutro collegato alla piastra ma volendo posso staccare anche il neutro insieme alle 2 fasi.
Ovviamente all' attacco si chiuderanno contemporaneamente il neutro e le 2 fasi o, con un altro contattore, potrei generare il ritardo per chiudere le 2 fasi poco dopo il neutro.
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Bene, quindi non devi tirare altri cavi. Quelli della presa trifase da 20A vanno già bene.
Ma perché vorresti interrompere l'alimentazione del piano con un contattore? Metteresti un circuito che interviene in base agli sbalzi di tensione?

Ci sono contattori a 4 poli, ma di solito si usano per comandare motori o simili. Non so se staccano il neutro in sicurezza in ritardo e lo attacchino in anticipo rispetto alle fasi. Questo accorgimento non è necessario per comandare un motore trifase o altre utenze che a 400V, ma per altre utenze a 220V, tipo quelle domestiche, è fondamentale. Puoi chiedere in una rivendita di materiale elettrico.
I piani cottura funzionano sempre a 220V. Non gradiscono quindi che gli arrivino 400V
In un relè la chiusura/apertura dei contatti non è mai perfettamente parallela. Basta che il neutro si stacchi in anticipo di pochi millisecondi, o attacchi in ritardo, per generare tensioni anomale. Non so se anche tempi così brevi possano essere dannose per il piano.
Sennò se è solo per proteggere dagli sbalzi puoi anche interrompere solo le fasi. E' più difficile che il neutro abbia sbalzi di tensione, però succede.
Oppure stacchi manualmente il MT tutti i giorni, e pazienza. il MT stacca in sicurezza il neutro.

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La linea la devo tirare perchè la presa è da tutt' altra parte rispetto al piano cottura, ma si tratta solo di tirare un cavo passando da un pozzetto (per evitare di rompere i muri).

Io volevo togliere alimentazione al piano proprio per evitare, quando non viene usato, che un eventuale sbalzo rovinasse qualche cosa. Ho notato che questi sbalzi avvengono sempre attorno agli stessi orari (tra le 7 e le 8:30 del mattino e le 20 e 22 di sera ma più al mattino, più o meno quando si accendono e spengono le varie fabbriche). E i VDR riarmabili che ho sulle altre linee trovo intervenuto sempre quello tra fase e neutro.

I VDR li metterei prima del contattore (una scatola metallica stagna come hai detto vicino al quadro) e la mia idea era una scatoletta messa poco prima del piano che mettesse il neutro passante senza sezionarlo e il contattore che sezionava solo le 3 fasi (anche se a me ne servono solo 2) con un interruttore messo vicino al piano. Il neutro non lo voglio sezionare. Ho usato un contattore tripolare per azzionamento motori apposta perchè non volevo sezionare il neutro.

Il mio dubbio era solo se era meglio sezionare anche il neutro o no ma preferisco tenerlo fisso. Per esperienza se il contatto di neutro di un contattore a 4 poli si rovina e passano solo le fasi può fare molti danni. se si rovinail contatto di una fase mal che vada non si accende.
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Beh, sì puoi benissimo interrompere solo le fasi. Per il piano non è di per sé un problema. Interrompere il neutro sarebbe solo per isolare completamente il piano dalla linea. Ma appunto, tensioni anomale sul neutro sono abbastanza rare.
Ma dato che la situazione è così grave, non avete fatto qualche protesta con l'Enel con tutto il vicinato, e fatto fare qualche monitoraggio di rete?
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Guarda. Diciamo che siamo i più colpiti perchè siamo lontani essendo vicino a un bosco e lontani dalla zona più abitata.
Ci sono capannoni e altro e le uniche cose che ci hanno detto è che forse è il nostro impianto vecchio da rifare (cosa che negli anni tra varie modifiche è stato fatto) che non si possono fare altri allacciamente ad altre linee perchè lontane e via dicendo.
Alla fine, per limitare eventuali problemi, abbiamo optato con lo staccare tramite interruttori le cose più sensibili. Poi ce ne si dimentica a volte e non succede nulla ma almeno si ha più sicurezza. Teniamo attaccati il minimo: frigo, radiosveglie, orologi e via dicendo e, essendo specializzato in elettronica di potenza e riparando per lavoro, la maggior parte delle volte i guasti piccoli li sistemo io. Ormai facendo così i guasti succedono di rado ma visto che all' elettronica non piaciono degli sbalzi e in quella di potenza è anche peggio volevo salvaguardare appunto il piano.

Avevamo pensato di alimentarci con il fotovoltaico visto le superfici sui tetti che potevamo usare ma poi, per usarli di notte, sarebbe stato necessario dei pacchi batterie con tutte le manutenzioni che ci vanno. E i costi sarebbero stati eccessivi.
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Se ci sono aumenti di tensione non credo proprio che la colpa si possa dare all'impianto. Se ne inventano di tutte pur di scaricare la colpa. Anomalie così evidenti sono inaccettabili. Se non ci sono linee in bassa tensione nelle vicinanze dovrebbero portarti una piccola linea in media tensione, con il tuo trasformatore appeso al palo, come si vede nei piccoli borghi di campagna o in montagna.
Saprai allora riparare le schede inverter senza problemi, se si romperanno un giorno :) La parte finale di potenza è facile da riparare, ma quella di alimentazione in ingresso è un bel casino.
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Ormai per non dannarmi più ho optato per degli accorgimenti come bipolari e simili. Tanto a lamentarmi o altro non cambia molto.
Spero di non doverci mettere mano per molto tempo alle schede ma comunque si (perlomeno provo a mettere mano prima di gettarle).

In realtà io ho sempre avuto meno problemi a riparare le alimentazioni delle schede che la parte di potenza.
Almeno per quanto riguarda il lavoro. Quando mi capitano inverter motori, o alimentatori anche di qualche decina di KW che non si accendono per  problemi sull' alimentatore a me piacciono di più. Sulla potenza se trovo i finali in corto e dopo averli sostituiti insieme al circuito pilota magari tornano in corto nuovamente per altre cose che all' occhio (o al tester/oscilloscopio) non si vedono...Angry
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