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Faq: Guasti dei piani a induzione e riparazioni

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    Postato: 02 Mag 2015 alle 16:14
Guida: guasti dei piani a induzione e riparazioni

(Guida realizzata dall'utente: Tyco)

Data di prima pubblicazione: 13 Febbraio 2018
Ultima revisione: 13 Febbraio 2018


ATTENZIONE: Eseguire qualsiasi intervento a proprio rischio, e solo se si hanno le competenze necessarie!

Per chi vuole procedere ad effettuare una riparazione, specificare il proprio grado di conoscenza in elettronica (hobbista/autodidatta, perito elettronico, ecc. ) e le attrezzature a disposizione (tester, oscilloscopio, saldatore, succhiastagno, ecc..), in modo di poter dare subito le istruzioni adatte.

Prima di cominciare:


Le schede elettroniche contengono componenti sensibili alle cariche elettrostatiche, come anche i transistor di potenza. Maneggiare le schede ed i semiconduttori sempre con le dovute precauzioni. In mancanza di meglio, stare senza scarpe ed evitare di indossare indumenti di lana o sintetici. le Le cariche statiche, anche quando non provochino la rottura immediata di un componente, sono in grado di accorciare molto la vita. Non passare mai i semiconduttori o schede direttamente in mano ad un'altra persona.


I guasti più frequenti che colpiscono i piani a induzione e piastre portatili sono:

1) Il display si accende, ma appena si accende una piastra scatta l'interruttore magnetotermico che protegge la linea.

2) Il piano si accende, ma segnala un errore sul display, e non consente di accendere le piastre.

3) Il piano non si accende più.

4) Una delle piastre non riconosce più la presenza della pentola e quindi quella piastra non si può più usare.

5) Il pannello comandi non risponde più in modo corretto, lampeggia, o dà altri segni di instabilità.

6) La piastra si spegne più o meno casualmente durante l'uso.

In tutti questi casi il guasto è di solito la rottura di un componente singolo, del valore di pochi € (un semiconduttore di potenza, un relè) o ancora meno (un diodo, un condensatore, un piccolo transistor) o , ed è facilmente riparabile da qualsiasi hobbista dell'elettronica.

Vediamo le cause più frequenti nei singoli casi:

1) e 2) il guasto è solitamente dovuto alla rottura di 1 o 2 transistor di potenza e/o del ponte raddrizzatore dell'inverter. che andando in corto circuito, provocano il distacco dell'interruttore di sicurezza.
Spesso una causa che favorisce il presentarsi prematuro del guasto è una ventilazione insufficiente del piano cottura. Vedere la guida apposita sull'installazione e montaggio.
I transistor di potenza (di solito IGBT) hanno un costo al dettaglio fra 4,5€ e 7,5€ l'uno, mentre il ponte di diodi qualcosa meno. In questi casi sostituire sempre anche il ponte e anche i transistor ancora buoni sulla stessa scheda, per evitare un secondo guasto entro breve tempo.

2) Spesso è una conseguenza del guasto 1). Il corto circuito ha bruciato una pista-fusibile sull'alimentazione dell'inverter. Occorre identificarla e ripristinarla alla meglio con un ponte di stagno o dei fili sottili. Oppure meglio ancora facendo un "modding", sostituendola con un fusibile ritardato "T" da 16A o 20A.

3) Può avere la stessa causa di origine dei guasti 1) e 2), che ha fatto bruciare una pista-fusibile, o un fusibile a protezione di tutto il piano.
Oppure può essere andato in corto circuito un componente nella sezione di alimentazione generale.

4) Spesso è dovuto al degrado dei condensatori elettrolitici posti sul secondario nella sezione di alimentazione per la parte elettronica, e devono essere di tipo a basse perdite low ESR. Vedere meglio nel paragrafo "Ricerca de guasto".
Questi condensatori sono permanentemente sotto tensione, anche durante lo standby 24h/24h. E' un guasto tipico in tutti gli apparecchi elettronici di oggi, fra cui TV, PC, forni, ecc... Il calore che si sviluppa all'interno del piano cottura ne accelera il degradamento.
A volte il guasto è dovuto ad un diodo Zener difettoso, se presente, vicino ai transistor di potenza.

5) Controllare i contatti dei connettori di collegamento al pannello comandi ed il cavetto stesso. Sul pannello comandi potrebbe esserci anche qualche condensatore elettrolitico che ha risentito del calore. Controllare connettori e cavetti di collegamento fra le schede in generale. Può essere anche la causa 4)

6) Può essere dovuto alla causa 4) o all'usura dei contatti di un relè. Può essere sia il relè generale dell'alimentazione, che qualche altro relè in serie alla bobina, soprattutto sui piani con zone flexy.

Questo è lo schema di base degli inverter montati sui piani a induzione (inverter di tipo "mezzo ponte"), che utilizza una coppia di transistor per ciascuna bobina:


Nelle piastre portatili economiche il principio è lo stesso, solo che impiegano solitamente un solo transistor, che si sobbarcherà tutto il lavoro, dissipando quindi il calore che nell'architettura a 2 transistor viene diviso al 50% sui due transistor.
Alcune piastre portatili meno economiche utilizzano 2 transistor messi però in parallelo fra loro.

Qui vediamo i semiconduttori di una tipica scheda inverter che gestisce due zone cottura (normali o flexy):


Ciascuna coppia di  T1+T2 alimenta una zona cottura. Entrambe le coppie di transistor sono alimentate dallo stesso ponte raddrizzatore. Un piano a 4 piastre contiene di solito due di queste schede.


Ricerca del guasto:


Guasti 1), 2), 3)
Si procede per prima cosa alla misura con un tester fra il Collettore e l'Emettitore dei transistor dell'inverter, per vedere se sono andati in corto circuito. Scollegare un polo di ciascuna bobina, per evitare possibili impedimenti alla misura.
Guardando i transistor dal davanti, i terminali sono solitamente disposti come G-C-E. Controllare sul datasheet specifico di quel tipo, se fosse diverso.
Normalmente occorre quindi misurare fra il pin centrale e quello di destra. Se il tester indica 0 o 1-2 Ohm, sono in corto circuito. Ripetere la misura una volta smontato il componente.

Sul ponte raddrizzatore misurare fra le combinazioni di terminali come in foto. I segni + - in nero indicano la polarità dei diodi all'interno del ponte. Orientare i puntali del tester in modo opportuno, se usato in modo prova diodi.

In caso uno o due transistor fossero guasti, cambiare anche gli altri transistor sulla scheda ed il ponte, per evitare il ripetersi del guasto entro breve tempo. Soprattutto per il ponte di diodi, che ha risentito comunque della botta di corto circuito.

Normalmente il piedino del collettore è in contatto elettrico con la parte metallica del retro del transistor. Negli inverter di questo tipo è indispensabile che ci sia un tappetino conduttivo termico, ma isolante elettrico, interposto fra il transistor e il dissipatore. Altrimenti i transistor farebbero un corto circuito.
Nelle schede dove non è necessario il tappetino isolante, è invece indispensabile l'applicazione di pasta termica conduttiva, altrimenti il trasferimento di calore non sarà sufficiente.


Guasto 3)
- Se l'alimentatore sembra a posto (nessun componente o pista andati in fumo), controllare con un tester se sono presenti le tensioni in uscita di 5V, o 15V che siano, nei punti dove dovrebbero essere. Usare come massa per la misura il "-" del connettore della ventola per esempio, o un evidente punto di massa sulla scheda. Il "-" del ponte dell'inverter dovrebbe coincidere con il GND. Il telaio in metallo invece può non coincidere con la massa GND dell'elettronica.
Sugli AEG-Electrolux si può usare uno tanti ponticelli sulla scheda contrassegnati con "AGND".
Se le tensioni ci sono, andrebbero guardate con l'oscilloscopio per controllare che siano pulite, escludendo quindi un degrado dei condensatori (che devono essere low ESR, da 105°C).
- Se le tensioni non ci sono, verificare che siano presenti i 300V DC all'uscita del ponte dell'alimentatore (di solito 4 diodi normali o SMD). Se i 300V DC ci sono, occorre verificare se l'oscillatore dell'alimentatore switching stia funzionando. Ci vuole l'oscilloscopio per verificare il chip responsabile (un piccolo IC).

Guasti 4), 5), 6)
Oltre a quanto già citato fra le cause dei guasti, controllare le tensioni di 5V, 12V ecc.. con l'oscilloscopio per controllare che siano pulite, escludendo un degrado dei condensatori.
I condensatori elettrolitici posti all'uscita dell'alimentatore switching sono sottoposti a ripple ad alta frequenza e devono essere di tipo a basse perdite low ESR. meglio se di buona marca, come Panasonic, Sanyo o altri. Tutti gli elettrolitici devono essere di categoria temperatura 105°C. Se possibile, sostituire tutti gli elettrolitici presenti sulla scheda.


In generale:
L'interno dei piani cottura non è il posto ideale dove mettere dell'elettronica. Ci sono componenti che si degradano velocemente con la temperatura, come i condensatori elettrolitici, ma che invecchiano con gli anni anche da spenti. I transistor di potenza risentono invece solo delle ore di funzionamento effettivo e della temperatura raggiunta durante il funzionamento. Un raffreddamento inefficiente accorcia molto la vita di questi componenti.



Modificato da Tyco - 16 Mar 2018 alle 22:41
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Interessantissime considerazioni di cui ringrazio l'autore.

Potrebbe essere molto utile dar vita ad un forum ( o qualsiasi altro strumento riteniate utile ) in cui si possano rendere pubblici indirizzi e contatti di riparatori in gamba ed onesti che sappiano metter le mani in un PCI. Cosa ne dite ? E' fattibile o ci vedete qualche controindicazione ?
E' una cosa che potete/volete fare come amministratori del sito o preferite lasciare alla iniziativa dei singoli utenti ?

grazie
marco

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Per quanto mi riguarda appoggio assolutamente l'iniziativa, dovremmo pur far qualcosa per difenderci.

Marco
PCI Bosch PIE645F17E - Contratto 3 kW.
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Cristiano Passeri View Drop Down
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Può essere una valida idea, valuterò attentamente come strutturare la sezione.

Non appena possibile, provvederò ad avvisarvi.

Cristiano Passeri
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Si potrebbe mettere una discussione in evidenza, dove un amministratore tiene aggiornata la lista con i riparatori, sistemati per regione e provincia.
Io ne conoscevo uno nella zona dove stavo in Italia, ma ha chiuso da tempo. Bisogna cercare fra i piccoli negozi o centri di assistenza di riparazioni TV, fra quei pochi rimasti. I riparatori di lavatrici/lavastoviglie, si occupano più che altro di parti meccaniche.
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Cristiano Passeri View Drop Down
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Segnalo che è stata appena attivata la sezione "Centri Riparazione Piani Cottura Induzione"

Buona giornata

Amministratore
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teopulos View Drop Down
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ciao a tutti,
 ho scoperto ora questo interessante forum ! :-)
 
piacere sono MAtteo ( provincia Monza Brianza)
ho il piacere di avere un PCI NEFF con flex induction che pero' dopo 3 anni e 2 mesi  ha deciso di guastarsi (  !!!!!!!!!!!!!) Angry
obsolescenza programmata ???????
 
ieri mi e' saltato il magnetotermico e facendo alcune prove ho verificato che tutta la parte a Sinistra... se l'accendo salta l'itnerruttore... ne deduco che qcosa sia in corto circuito.
 
qualcuno ha esperienze in merito o idee ....Cry ??
 
 grazie in anticipo.
 
Mat
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Mi dispiace per l'inconveniente. E' il tipico guasto delle schede inverter, con 2 transistor di potenza saltati e forse anche il ponte di diodi.
Nei modelli attuali delle marche top tedesche, questo guasto è abbastanza raro. Di solito durano almeno 6-7 anni, e più.
A volte però può succedere dopo pochi anni. Va anche a sfortuna. C'è però un'areazione sufficiente dentro il mobile, con lo spiraglio aperto sul davanti?

Non ti conviene farlo riparare dall'assistenza ufficiale. Ti chiederanno almeno 300€ per cambiare tutta la scheda, e dentro ce ne sono almeno 2 uguali.
Che modello è esattamente?
Ti conviene cercare un riparatore TV che ripari la scheda, oppure uno smanettone dell'elettronica, se ne conosci qualcuno.

Il guasto è successo mentre cucinavi, o te ne sei accorto la volta dopo?
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ciao ,
 
areazione dovrebbe essercene...ogni tanto parte ventola e si sente aria uscire.
E' NEFF , modello : T44T43N0
 
guasto e' accaduto mentre usavo la piastra in fondo a sinistra... e da quel momento tutta parte a sinistra se accendo uno dei due va in corto...e' la zona a sinistra ( quella con flex induction).
 
zona monza brianza conoscete qualche riparatore di fiducia?  vorrei evitare di spendere inutilmente molti soldi..
 
ciao
grazie !
 
 
matteo
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Sono andati in corto 1 o 2 transistor della metà in alto della scheda di sinistra allora, e andando in corto hanno rotto anche il ponte di diodi, mettendo fuori uso tutto l'inverter. Il guasto classico.
Se non si è rotto nient'altro saranno 10€ di componenti. Nella tua zona non dovrebbe essere difficile trovare un riparatore TV in grado di mettere mano sulla scheda. Puoi dargli qualche dritta tu tramite il forum sulla riparazione, se non ne ha mai riparati.
La Neff ti chiederebbe un prezzo assurdo.
Facci sapere se trovi qualcuno, così lo aggiungiamo alla lista sul forum. Ancora non abbiamo nominativi.

Se lo ripari, facci sapere che tipo di transistor c'erano sulla scheda e se sono stati sostituiti con lo stesso tipo. Sui Bosch/Siemens/Neff ce ne sono in giro di tipi leggermente diversi.
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bg, ho una piastra a induzione in gelateria, se metto il pentolino piccolo non funzione, mentre la pentola con diametro piu grande si.... cosa posso fare per ripararla?

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Il pentolino funzionava prima? Sennò vuol dire che è troppo piccolo per attivare la piastra. Che diametro ha di fondo?

(Post spostato da moderatore)
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Salve, ho un piano induzione, due piastre verticali, della Indufix, preso in Germania, all'interno ci sono due schede collegate rispettivamente alle due piastre, e anche a me é saltato il magnetotermico. Seguendo i vostri consigli ho controllato subito e sostituito il transistor in corto della piastra in fondo. Adesso quando imposto il livello mi da il classico segnale di non presenza della pentola, quindi non parte, l'altra piastra invece (la prima vicina alla pulsantiera) funziona perfettamente. Ho controllato, con il tester anche il ponte raddrizzatore, ma sembra buono. Dovrei provare a sostituirlo ugualmente o il problema potrebbe essere causato da un'altro componente? Datemi qualche consiglio! Grazie.
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Se all'uscita del ponte hai i classici 300V DC, dovrebbe essere ancora sano. Meglio ci vorrebbe un oscilloscopio, per vedere che l'uscita sia pulita.

Aggiornerò la guida. In questi casi si cambia sempre anche il ponte. Direi che quando vanno in corto dei transistor, sarebbe molto consigliabile cambiare anche il ponte, perché tutta la corrente ci corto circuito passa anche attraverso il ponte, che di solito si rompe. Anche se non si rompe, è probabile che quella botta di corrente ne accorci la vita. Se più avanti si dovesse rompere il ponte, no so se potrebbe rompere anche i transistor, quindi tanto meglio cambiarlo, per i 2€ che costa, non vale la pena rischiare.

Che schede ha dentro il piano, potresti mettere qualche foto?
Se non va il riconoscimento, puoi vedere se arriva l'impulso di test alla bobina. Con un tester digitale è difficile da vedere, con uno a lancetta si dovrebbe vedere qualcosa (usa la scala 1000V AC). Meglio sarebbe un oscilloscopio (con sonda 10X)
Dovresti vedere un impulso brevissimo (12-15mS) ogni qualche secondo.
Se non lo vedi, dovresti guardare il pilotaggio fra base (gate) ed emettitore sui transistor. Lì dovresti vedere almeno arrivare il segnale di pilotaggio del l'impulso. Se non c'è bisogna guardare altrove.

Questo è uno schema generico degli inverter a mezzo ponte. Almeno i collegamenti generali generali fra ponte e transistor e bobina coincidono con la realtà. I piani cottura si usano di solito transistor IGBT anziché i classici BJT, ma il principio non cambia:
La bobina è ovviamente quella fra i punti 1 e 2





Modificato da Tyco - 13 Feb 2018 alle 13:57
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Provo a cambiare il ponte e ti faccio sapere com'è andata, ma non pensavo fosse così introvabile. 
Sono andato in tre negozi di componentistica e non riescono neanche ad ordinarlo... 
Alla fine l'ho preso su internet da un venditore cinese, quindi dovrò aspettare più di un mese per riceverlo. Il codice è "D25SBO80".  
Mentre il transitor che ho già sostituito, l'ho trovato senza difficoltà, il codice è "FGA25N120". 
Ci aggiorniamo, anche per le foto. 
Intanto, mille grazie per i consigli!
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Ma hai cambiato un transistor solo? Quando se ne rompe uno, di solito si rompe anche l'altro della stessa bobina. Dovrebbero essercene 2 per ogni bobina. Sulle piastre portatili ce n'è uno solo.

La sigla del ponte non la trovo, ma il ponte non è niente di speciale. La sigla D25SBO80 sembra indicare un ponte da 25A 800V. Non è di forma come questo?: GBJ2508


Puoi usare anche il modello GBJ2510, che è uguale ma da 1000V, per stare più largo con i picchi di tensione inversa, ma va bene anche da 800V.

Il transistor FGA25N120 è un po' scarso però. E' da 40-25A di portata massima (a 20°C e 100°C).
Transistor da 40A li usavano su modelli della generazione precedente, ed erano soggetti a rotture frequenti. Li potresti sostituire con dei tipi maggiori, come il GP4068D da 96A, che era montato su schede Bosch/Siemens di qualche anno fa almeno. E' da 600V anziché 1200V, ma dovrebbe essere compatibile, se le bobine hanno induttanza simile.

Adesso i Bosch/Siemens sembra montino gli H40RF60 da 80A della Infineon, che però non trovo in giro.
Gli AEG/Electrolux nella generazione attuale pare che montino sempre i stessi Toshiba GT60J323 da 60A, fin dal 2009, come sul mio, quindi spero significhi che siano buoni. Si trovano, ma sono i più cari, sugli 8,5€ l'uno… i GP4068D da 96A si trovano da 5-6€.

La portata in Ampere comunque non vuol dire molto da sola. Contano le condizioni elettriche e termiche di funzionamento. La scheda di uno Whirlpool rotto che ho visto, di quelli che si rompevano a ripetizione, aveva ottimi transistor da 80A. Di un'altra sigla, ma equivalenti. Mi sembra della Thomson.

Attenzione però a comprare componenti elettronici in Cina. Come le borse di Armani, sono quasi sempre copie illegali! Spesso fatte con tutt'altri standard qualitativi. I Toshiba da 60A li trovavo in Cina a poco più di 1$ l'uno! Gli altri, lo stesso. Non ho idea di che affidabilità abbiano dentro un piano a induzione. Per non parlare dei condensatori elettrolitici cinesi.
In Cina ho ordinato solo una resistenza shunt da 20A, che arriverà anche a me fra almeno 3 settimane, per misurare con l'oscilloscopio la corrente reale sulle bobine. Perché in teoria da quello che vedo non dovrebbe superare i 16A. Non i 40A, come avevo letto da qualche parte.

Dimenticavo: Guarda anche sul lato inferiore dello stampato, se c'è un punto bruciato fra 2 piste. In alcune schede c'è un punto fatto apposta per bruciarsi in caso di corto circuito, facendo da fusibile di sicurezza. Se c'è, devi farci un ponticello artigianale, con un pezzettino di filo di rame, meglio se cerchi di riprodurre a occhio la stessa sezione del punto bruciato, cioè frazioni di mmq, in modo da poter funzionare ancora come fusibile.

Se fai misure sui transistor con l'oscilloscopio, controlla con il tester che la pinzetta di massa dell'oscilloscopio NON non sia collegata con la messa a terra dell'oscilloscopio, sennò salta tutto un'altra volta.



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Si, il ponte ha quella forma.
Anch'io sono scettico sui prodotti che arrivano dalla cina, vedremo quando arriva... eventualmente proveró a cercare quello che mi hai consigliato.
Ho cambiato un solo transistor perché, come ti dicevo, il mi piano ha due fuochi, e due schede, uno di questi funziona perfettamente.
Ogni scheda ha un transistor,un ponte, ed é collegata ad una bobina. Quando arriva il ponte, faccio le foto e controllo anche se ci sono interruzioni nelle piste. Speriamo bene!
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E' difficile che sia colpa del ponte. Se hai i 300V DC in uscita, non dovrebbe essere quello il problema.
Non trovo nessun modelli Indufix, ma a quanto pare è fatto come le piastre portatili portatili, che hanno un solo transistor per bobina.
Nei piani a incasso ci sono 2 transistor per bobina, che si smazzano metà potenza per ciascuno, messi come nello schema.
Usando un transistor solo, questo deve dissipare il doppio del calore, ed è quindi più facilmente soggetto a guasti per raffreddamento insufficiente. C'è poco da fare per rimediare a questo.
Mettere un transistor da 80A non sarebbe di aiuto, se il transistor da 40A non lavorava con picchi eccessivi di corrente.

Tempo fa ho provato una piastra portatile da 2000W alla massima potenza, con 2 o 3 litri d'acqua in pentola da fare bollire. Dopo alcuni minuti la temperatura all'interno era salita così tanto che c'era puzza di plastica surriscaldata in tutta la cucina. Il dissipatore del transistor era rovente, nonostante il ventilatore fosse lì accanto, ed anche i fili della bobina scottavano uguale. Ed erano solo 2000W. Pensa se fosse stato un booster da 3500W. Il dissipatore è anche piccolo, per ovvi motivi di spazio, quindi è una condizione di lavoro molto stressante.

Hai un oscilloscopio o un tester a lancetta?
Prova ad accendere la piastra con una pentola sopra. Metti il tester su scala 20 o 50V DC. Metti la massa del tester o oscilloscopio sul''emettitore del transistor e l'altro puntale sul gate. Dovresti vedere un impulso brevissimo ogni qualche secondo (se funziona come sui piani da incasso). Quello è l'impulso del comando del riconoscimento. Se c'è, bisogna vedere altro.
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Purtroppo adesso non riesco perchè ho già tolto il ponte, nonappena lo rimonto faccio tutte le prove che mi hai consigliato. Comununque si tratta di un prodotto economico, l'ho pagato 100 Euro, ma devo dire che in 4 anni non mi ha mai dato problemi. Purtroppo, per problemi di spazio, ho dovuto mettere sotto il forno, e il calore che emana è troppo per un piano induzione,  nonostante il pannello isolante e le prese di aerazione. Pertanto, consiglio a tutti, di non farsi convincere dai mobilifici, a fare questo genere di accoppiate. Ci aggiorniamo.
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Beh, avere il forno sotto il piano a induzione è molto comune. Se sotto si scalda così tanto può essere dovuto a un forno di vecchio tipo, senza ventilazione tangenziale. Non posso fare confronti, perché non ho il forno lì sotto. Certo dopo 20 minuti con 2 padelle da 28 a livelli fra 4,5 e 6, il fondo del piano e l'aria che esce sono belli caldi, senza bisogno del forno.

E un modello da incasso o è portatile? 100€ è poco anche per 2 piastre portatili. Immagino che come quelle, funzionerá con una forte intermittenza ai bassi livelli di cottura.
La misura per il riconoscimento la puoi fare anche senza la pentola, se la piastra stra accesa per un certo tempo in attesa della pentola.
Hai un oscilloscopio?
Il pilotaggio sul gate dovrebbe avere una tensione sui 15-20V, e l'mpulso è molto breve. Un tester digitale sicuramente non fa in tempo a segnare niente. Con uno a lancetta forse si vede qualcosa, magari mettendolo su una scala più bassa, ma con cautela.
AEG 68001 K-MN, rete 11KW trifase
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Pietro View Drop Down
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É un modello da incasso, su ebay ce ne uno della "Arebos" molto simile a 109,90 Euro.
Si, ai bassi livelli c'é molta intermittenza.
Ho sia l'oscilloscopio che il tester analogico, faró tutte le prove.
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Opzioni Post Opzioni Post   Grazie (0) Grazie(0)   Quota Tyco Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 22 Set 2017 alle 14:57
Ho visto che per 209€, c'è anche la versione 4 piastre. Praticamente una doppia piastra portatile da incasso. In quel caso però è decisamente un acquisto sconveniente. Per solo 90€ in più si trovano modelli AEG entry level (a 9 livelli) a 290€ in Germania.

Non so quanto ci cucini, ma se ha durato 4 anni con un uso quotidiano, è già veramente molto. L'architettura con 1 transistor, non è fatta per una lunga durata o un uso intensivo. Dovrebbe avere un raffreddamento interno molto maggiore, con un dissipatore molto più grosso. Il transistor fa il doppio del lavoro che in un'architettura a 2 transistor.

Se hai l'oscilloscopio puoi vedere tutto. Lascia pure stare i tester per le misure su transistor e bobine.

Il principio di funzionamento è semplice:
- I transistor non funzionano come amplificatori, ma solo come interruttori, che aprono/chiudono sulla bobina i circa 300V raddrizzati che vengono dal ponte.
- Il pilotaggio fra gate-emettitore è quindi un'onda quadra di ampiezza costante (fra 15-20V a seconda di marche o modelli). L'ampiezza non cambia con i livelli di cottura, cambia solo la frequenza (alta ai bassi livelli di cottura e bassa agli alti livelli)
- Sulle bobine trovi quindi l'onda composta da questi 300V raddrizzati, con le "gobbe" larghe 20ms, ma all'interno spezzettate ad alta frequenza dai transistor. Per effetto dell'induttanza delle bobine, sulle bobine si genera una tensione più alta di quella che arriva dal ponte. Più è alto il livello di cottura, più la tensione in risposta sulla bobina si alza.
Io trovo un minimo di circa 610V picco-picco (quindi circa 305V di picco di semionda) ai bassi livelli di cottura, fino a 910V p.p. al massimo booster (455V di semionda).
Attenzione quindi che i V non siano troppi per l'oscilloscopio. Ci vuole una sonda che divida x10, o fai un partitore con 2 resistenze.

Sul tuo con un solo transistor, dovresti vedere comunque qualcosa di simile.

Quando arriverà lo shunt potrò vedere con precisione quanta corrente passa nelle bobine, e quindi con che margine lavorano i transistor.
Con tensioni di quel livello (300-450V di semionda) la massima corrente sulla bobina, anche con un booster da 3700W, non dovrebbe superare i 16A.
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romanino View Drop Down
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Buongiorno, il mio piano AEG 68001 K-MN continua a darmi E6 le prime volte che provo ad accenderlo. Ho notato che quando succede le luci hanno un leggero abbassamento. Inoltre il "fuoco" più piccolo da tempo non funziona.
Grazie
Giuseppe
P.S.
è la prima volta che partecipo ad un forum.
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benvenuto allora. Incredibile, dovrebbe essere come il mio! Un modello raro da trovare anche in Germania. Sono usciti molti modelli nello stesso periodo e ce ne sono di esecuzioni diverse. Di che anno è il tuo? Ha uno o 2 ventilatori? Se ne ha uno, ha le schede della generazione precedente, ma la causa d'errore è la stessa.

L'errore E6 indicherebbe un problema di comunicazione con i sensori di temperatura, ma nella maggior parte dei casi, il problema è dovuto a dei condensatori elettrolitici nella sezione di alimentazione, che hanno risentito del calore e si sono degradati. L'abbassamento di luminosità dovrebbe essere un'ulteriore conferma.
Devi trovare qualcuno che li cambi, su entrambe le schede. Se ha 2 ventilatori le schede sono come le mie (revisione a parte)
Vedi in foto i 4 condensatori segnati in rosso. Vanno messi di buona marca e devono essere di tipo "low ESR", a bassa perdita, in quanto sono sottoposti ad alta frequenza.
Quelli in blu sono meno soggetti a stress e probabilmente sono ancora buoni, ma se il raffreddamento del piano non era ottimale, avendone l'occasione li cambierei tutti, visto che sono pochi e il costo trascurabile.
Quelli segnati in verde sembrano non essere utilizzati per il normale funzionamento, ma sembrano essere solo dei filtri, collegati ai connettori vuoti lì vicino, che sembrano essere delle porte di programmazione o diagnostica per due chip sul lato saldature. Se vuoi puoi cambiarli lo stesso, ma non so se sia necessario.

Per la piastra piccola che non va, la causa può essere legata ai condensatori. Se non ha fatto botti e non ha fatto saltare l'interruttore, i transistor dovrebbero essere a posto





Modificato da Tyco - 26 Giu 2018 alle 20:09
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grazie!

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Possiedo un èiano whirlpool 7,2 Kw. ora all' accensione segnala errore F5 che significa esattamente ? 

Grazie

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F5 dovrebbe essere un problema al pannello comandi


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Si tratta dei circuiti in SMD quindi... che sia conveniente sostituirli o rottamare l' intero piano ?

Grazie

Stefania
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Ciao Tyco
Grazie delle risposte. Le schede sono entrambe in smd quindi praticamente impossibili da riparare.Hai una idea del costo delle stesse ammesso di reperirle ? Anche se sto seriamente valutando la sostituzione. a Proposito che modello e marca consiglieresti tu ?

Stefania
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Non so sui whirlpool, ma il pannello comandi di solito è tutto su SMD. Bisogna vedere poi se il guasto è veramente nel pannello comandi o nella parte della scheda principale che comunica col pannello comandi.

Le schede inverter sono miste e spesso si possono riparare.

Ma non si può cambiare una scheda alla cieca senza essere sicuri che sia quella.

In questi casi può aiutare alcuni condensatori elettrolitici, come nel caso visto prima, o anche sul pannello comandi se ci sono elettrolitici.

Sennò l'unica è chiedere un preventivo all'assistenza ufficiale. Cambiare solo il pannello comandi potrebbe costare sui 150€. E' poco meno della metà di un piano come l'Electrolux EHH6540. Cosa conviene fare, devi valutare tu. Non saprei dirti. Se costasse più di di150-80€, sicuramente non conviene. In particolare con un Whirlpool.




Modificato da Tyco - 08 Gen 2018 alle 19:23
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ATTENZIONE:

E' stata aperta una nuova sezione dedicata alle riparazioni. Per nuovi casi aprire una nuova discussione in questa pagina:


Le due riparazioni attive più recenti sono state inserite in discussioni dedicate.

La problematica riportata da billichira è stata spostata nella sezione generale del forum, in quanto non si tratta di un guasto o di una riparazione:
Titolo "Bosch PXY675DE3E vetro graffiato"


Modificato da Tyco - 21 Feb 2018 alle 20:08
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francescarossi View Drop Down
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Ciao, ho appena visto il tuo commento, e dato che avevo anche io il tuo stesso problema, ho trovato una soluzione con questa web:  https://www.habitissimo.it/preventivi/riparare-piano-cottura-induzione 
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